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La Mimosa: fiore per eccellenza della Festa di tutte le donne

Immagine del redattore: Stefano Di LazzaroStefano Di Lazzaro

Fra i primi fiori dell’anno, simbolo universale della Festa della Donna, la mimosa è il fiore che più rappresenta questa ricorrenza speciale.


Dal punto di vista botanico, quella che comunemente chiamiamo mimosa appartiene in realtà alla vasta famiglia delle acacie (come la Robinia o l'Albizia), precisamente alla specie Acacia dealbata (famiglia delle Leguminose o Fabacee) Questa classificazione può generare confusione con un’altra pianta, la Mimosa pudica, che invece fa parte della famiglia delle Mimosacee in senso stretto. A differenza della mimosa più conosciuta, la Mimosa pudica è caratterizzata da un portamento cespuglioso di dimensioni più contenute. Inoltre, possiede una particolarità distintiva che la rende unica: al minimo contatto, le sue foglie si richiudono su sé stesse. Questa reazione al tocco ha contribuito ad attribuirle un forte valore simbolico, associandola all’idea di pudicizia e castità, come suggerisce lo stesso nome “pudica”.

Particolare della spettacolare fioritura a "capolini" della mimosa (Acacia dealbata)
Particolare della spettacolare fioritura a "capolini" della mimosa (Acacia dealbata)
Particolare dell'elegante fioritura della Mimosa pudica: è comprensibile confondersi con le famiglie di appartenenza
Particolare dell'elegante fioritura della Mimosa pudica: è comprensibile confondersi con le famiglie di appartenenza

Originaria della Tasmania, la mimosa fu introdotta in Europa all’inizio del XVIII secolo e divenne simbolo della Festa della Donna grazie a due eventi storici di grande rilievo.


Per un lungo periodo di tempo, la data dell’8 marzo è stata erroneamente associata a una presunta tragedia avvenuta nel 1911, secondo cui un devastante incendio scoppiato in una fabbrica tessile di New York avrebbe causato la morte di 146 persone, in maggioranza donne. Questa narrazione, però, non corrisponde alla realtà storica, poiché tale evento, per come è stato spesso raccontato, non è mai effettivamente accaduto. Nonostante ciò, nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, questa versione dei fatti iniziò a diffondersi ampiamente e portò molte persone a credere che proprio tale tragedia fosse stata la causa dell’istituzione della Giornata Internazionale della Donna. In realtà, le origini di questa ricorrenza sono molto più profonde e affondano le loro radici nella lunga e complessa lotta per i diritti delle donne e per la loro emancipazione politica e sociale.


Già nel 1907, in occasione della prima “Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste”, si discusse di tematiche fondamentali legate alla condizione femminile, come lo sfruttamento lavorativo, le discriminazioni di genere e la necessità di ottenere il diritto di voto. L’anno successivo, nel 1908, la città di Chicago ospitò il “Woman’s Day”, un’importante manifestazione in cui le attiviste ribadirono con forza le loro rivendicazioni. Alla fine dello stesso anno, il Partito Socialista Americano decise di dedicare l’ultima domenica di febbraio a una giornata di mobilitazione per sostenere la causa del suffragio femminile, segnando così un passo significativo verso il riconoscimento dei diritti delle donne.


Nel 1910, durante un importante incontro tenutosi a Copenaghen, le delegate socialiste di diversi Paesi proposero ufficialmente l’istituzione di una giornata internazionale dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Tuttavia, nei primi anni successivi, la celebrazione non avvenne in una data univoca e variava a seconda del contesto nazionale. Un momento cruciale per la definizione della ricorrenza si verificò l’8 marzo 1917, quando, a San Pietroburgo, le donne scesero in piazza per protestare contro le drammatiche condizioni causate dalla guerra e per chiedere la fine del conflitto. Questo evento assunse una grande rilevanza storica e contribuì in maniera determinante alla scelta dell’8 marzo come data simbolo della lotta per i diritti delle donne.

VIII Congresso della II Internazionale Socialista, Copenaghen 1910. Al centro, Alexandra Kollontaj e Clara Zetkin. Dietro di loro, Rosa Luxemburg
VIII Congresso della II Internazionale Socialista, Copenaghen 1910. Al centro, Alexandra Kollontaj e Clara Zetkin. Dietro di loro, Rosa Luxemburg

Nel 1921, in occasione della “Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste”, svoltasi a Mosca, l’8 marzo venne ufficialmente riconosciuto come “Giornata Internazionale dell’Operaia”, un appellativo che rifletteva l’importanza della partecipazione femminile alla lotta per l’uguaglianza sociale e lavorativa. Nel corso del tempo, questa celebrazione si trasformò nella Giornata Internazionale della Donna, mantenendo il suo significato originario legato all’emancipazione femminile e alla conquista dei diritti fondamentali, ma ampliando il suo valore fino a diventare un simbolo globale della lotta per la parità di genere.


Fu a Roma, nel 1946, che nacque l’idea di associare un fiore a questa celebrazione, così come il garofano rosso era già simbolo del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori.

“Ci serviva un fiore facilmente reperibile a inizio marzo” racconta Marisa Rodano, partigiana e politica italiana. “A quell’epoca le serre erano poche e i fiori non arrivavano in aereo. Noi giovani romane pensammo subito agli alberi coperti di fiori gialli che, quando il resto della vegetazione è ancora spoglia, crescono rigogliosi nei giardini di Roma e dei Castelli.” La proposta fu accolta con entusiasmo e la mimosa divenne così un omaggio diffuso: dai bambini alle mamme, dai mariti alle mogli, dai fidanzati alle loro amate, dai datori di lavoro alle proprie dipendenti.


Una foto di Maria Lisa Cinciari Rodano
Una foto di Maria Lisa Cinciari Rodano

Oltre alla sua bellezza e semplicità, la mimosa è stata scelta anche per il forte valore simbolico: il suo sbocciare segna il passaggio dall’inverno alla primavera, un’immagine di luce e rinascita. Questo significato, profondamente radicato nel ciclo naturale di questa pianta, si ritrova anche nelle antiche tradizioni religiose precristiane, dove rappresentava la resurrezione e la speranza, simboli poi ripresi nei primi credi cristiani d’Oriente e d’Egitto.


E' una pianta molto resistente alla siccità e alle alte temperature estive ma, purtroppo, non ama il freddo e i terreni molto pesanti e ristagnanti... e le potature drastiche!

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